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TERAPIA NON FARMACOLOGICA

TERAPIA NON FARMACOLOGICA

Marco Onofrj, Astrid Thomas

 

TERAPIA FISICA La riabilitazione motoria del paziente affetto dalla malattia di Parkinson deve essere volta alla mobilizzazione articolare, al rafforzamento muscolare, ma deve anche attivare il più possibile i meccanismi mentali che conducono all’esecuzione volontaria dei gesti la cui automaticità è persa. Gli esercizi più indicati sono quelli che migliorano l’equilibrio, la coordinazione e la respirazione. Il tremore, specialmente degli arti, è un sintomo che può interferire con le attività quotidiane. Ci sono delle strategie per superare questa difficoltà: ad esempio premere il gomito del braccio affetto contro il costato per stabilizzare la parte superiore dell’arto. Durante la deambulazione il paziente parkinsoniano può bloccarsi. La soluzione a questo problema è di cercare di raddrizzarsi e cominciare ad oscillare a destra e a sinistra fino a trovare lo slancio adeguato per dare il passo. Per superare la tendenza a compiere passi brevi e rapidi il paziente può fermarsi, stabilizzare i talloni a terra e distanziare i piedi di alcuni centimetri. Nel dare il passo il paziente appoggerà prima il tallone e poi la punta. Per girarsi su se stesso, il paziente non dovrebbe mai far leva su un solo piede o incrociare le gambe, ma dovrebbe nel camminare descrivere un semicerchio, mantenendo i piedi leggermente separati l’uno dall’altro. Il paziente parkinsoniano può lamentare difficoltà a girarsi nel letto. La soluzione, partendo dalla posizione supina, è di sollevare le braccia in alto e nel contempo piegare le gambe portandole di lato, girare la testa verso lo stesso lato verso cui si sono portate le gambe e abbassare la braccia verso lo stesso lato. Un altro problema importante è rappresentato dalle cadute a terra. Quando un paziente parkinsoniano cade, dovrebbe restare un minuto a terra in modo da recuperare la calma. Se non è possibile sollevarsi senza aiuto, converrebbe spostarsi verso un punto fermo al quale appoggiarsi (ad es. il letto).

CONSIGLI PRATICI CHE PORTANO UN SOLLIEVO GIORNALIERO AI PAZIENTI AFFETTI DA MORBO DI PARKINSON Quando un paziente è ben informato, la malattia è più sopportabile ed è più facile dare un aiuto concreto: perciò nell’ultima parte del libro riportiamo una serie di consigli forniti in una pubblicazione della Roche Germania, allo scopo di facilitare la vita quotidiana a prescindere dalla terapia farmacologica usata, come scrive  l’autrice del testo originale (Tips, die Parkinson-Patienten täglich Erleichterung bringen! Dr. med. Gudrun Ulm), interessata a dare un aiuto nei cosiddetti “piccoli problemi di ogni giorno”, che sono spesso così pesanti che in ogni momento ricordano la malattia. “Non tutto quello che tratteremo è necessario o indicato per il singolo paziente. I vari sintomi si presentano diversamente da paziente a paziente. Per questo immaginiamo di seguire una giornata tipo del paziente parkinsoniano, dall’alzarsi al mattino al coricarsi la notte.” Mattino-Letto Per il paziente affetto da Morbo di Parkinson non è sempre facile cominciare bene la giornata. Alcuni pazienti si sentono distrutti, ed hanno paura del nuovo giorno, che si presenta come un peso per loro. Altri pazienti si sentono rigidi ed i movimenti sono lenti, alzarsi è una fatica. Pazienti con questa sintomatologia spesso devono assumere la prima terapia a letto, e già dopo 15-20 minuti si sentono più freschi e meno rigidi.  Alcuni pazienti non sopportano l’assunzione della terapia a stomaco vuoto. In tale caso si consiglia di mangiare un biscotto o una fetta biscottata prima, si sconsiglia di bere latte!  A volte alzarsi dal letto non è possibile senza aiuto. Questo è il modo più facile: con slancio ci si posiziona sul bordo del letto dove è possibile riposarsi un attimo. Alzarsi in piedi è più facile poi dandosi un piccolo comando ad esempio: 1-2-3 via. Questi movimenti possono essere anche eseguiti con l’aiuto di un’altra persona. Bagno Non tutti si possono lavare da soli. Il modo più facile è sicuramente facendo la doccia. Meglio ancora se la doccia ha una sedia o sedile. La doccia rinfresca, la pulizia avviene senza sforzo, persino lavarsi i capelli diventa facile. 1. Per la pulizia dei denti e la rasatura è meglio sedersi su una sedia. Il rasoio elettrico è più sicuro e si manovra più facilmente rispetto a quello manuale. Vestirsi. Vestirsi può essere difficile. Tutto diventa più semplice quando il vestiario non presenta chiusure complicate. Perché abbottonare collo e polsini, perché annodarsi la cravatta quando è più facile mettersi un pullover? Anche un pullover dà un aspetto elegante e sportivo. Se allacciarsi le scarpe porta delle difficoltà conviene indossare scarpe senza lacci o con chiusura in velcro.

TERAPIA NON FARMACOLOGICA  Importantissima è la suola delle scarpe, con quelle in cuoio si cammina più facilmente, perchè la suola dura garantisce stabilità. Quelle in gomma o morbide sono meno indicate. Pazienti con la tendenza a cadere possono avere paura di alzarsi e fare il primo passo; va ricordato che suole ruvide aumentano l’attrito e di conseguenza l’inizio del movimento o il passaggio tra porte o zone strette risulta più difficile. Colazione Si può tagliare il pane in piccoli pezzi, così si mangia più facilmente. Se si soffre di grave tremore delle mani, una cannuccia può essere d’aiuto nell’assunzione di cibi liquidi o di bevande. Alzarsi dalle sedie 1. Prima di alzarsi, il paziente dovrebbe sedersi, con le braccia appoggiate sui braccioli, le gambe vicine, i piedi un po’ allargati sotto il sedile.  Il paziente dovrebbe poi darsi mentalmente un comando, preparandosi così allo sforzo con il quale si deve alzare in piedi. Se il paziente ha bisogno di aiuto durante questa manovra il modo migliore è mediante un appoggio sul collo e la schiena durante il movimento in avanti. Sedie con braccioli ed un sedile alto sono ideali per il paziente affetto da malattia di Parkinson, da evitare sono poltrone soffici e profonde. La casa La casa deve essere organizzata in maniera da non presentare pericoli, come tappeti o oggetti instabili. I mobili devono essere disposti in modo da non rappresentare un ostacolo. Se vi sono scale, occorre posizionare un passamano. Se il paziente presenta difficoltà nell’alzarsi da un divano convenzionale, conviene che utilizzi una poltrona alta. Arredamento 1. Tappeti e piccoli scalini possono portare a cadute, la moquette è meno pericolosa, ed eventualmente si possono “abbattere” piccole barriere architettoniche.  Le maniglie danno sicurezza soprattutto in posti estremamente difficili come il bagno. Ginnastica Gli esercizi dovrebbero fare parte delle attività quotidiane del paziente. Gli esercizi sono personalizzati e dovrebbero essere scelti ed insegnati da una persona esperta. Importante è che siano eseguiti ogni giorno anche da soli. Gli esercizi aiutano a migliorare la rigidità e la coordinazione, e soprattutto devono essere divertenti. Sono utili lunghe passeggiate all’aria aperta, accompagnate da piccoli esercizi. Ad esempio se il paziente tende a camminare a piccoli passi dovrebbe cercare di fare passi molto lunghi. Questo esercizio viene facilitato dandosi un ritmo, cantando e  fischiando, o marcando la via con piccoli rami o pietre posti a distanza di un passo lungo. Durante la passeggiata il paziente dovrebbe far pendolare le braccia; un aiuto può essere dato dal portare delle buste o borse in mano. Anche l’accompagnatore può aiutare il paziente prendendolo per mano, compiendo il movimento pendolare insieme, oppure si può eseguire l’esercizio con due bastoni. Il nuoto, con temperatura dell’acqua introno ai 29°C, è piacevole e rende i movimenti del paziente più sciolti. I movimenti simultanei di gambe e braccia esercitano la coordinazione. Il paziente dovrebbe nuotare quanto più spesso possibile. Pazienti che soffrono di dolori e spasmi muscolari trovano beneficio nel massaggio. Le sedute dal massaggiatore devono essere comunque prescritte dal medico. In genere basta una seduta alla settimana. Hobby-tempo libero Con tutti questi impegni, esercizi, consigli e terapie il paziente non dovrebbe in ogni caso dimenticare mai di avere la gioia di vivere. In particolare, il paziente dovrebbe frequentare altre persone e curare i suoi hobby. Molte attività sono divertenti e comunque possono essere d’aiuto. Ad esempio, cantare esercita il inguaggio e la respirazione; ballare migliora la coordinazione dei movimenti; guardare la televisione aiuta la memoria e la concentrazione. La notte Se il paziente ha difficoltà ad addormentarsi può bere una tisana o un bicchiere di latte caldo; questi rimedi casalinghi dovrebbero essere sufficienti. Alcuni pazienti devono assumere la terapia anche prima di addormentarsi per potersi girare meglio nel letto durante la notte. Freezing Il freezing spesso si manifesta quando il paziente si avvicina a degli spazi stretti: quando si trovano in postura di freezing, i pazienti sono di solito in postura flessa, con le ginocchia piegate e i talloni sollevati dal suolo. Più il paziente cerca di muoversi, più perde l’equilibrio. Per ridurre il freezing: non fare nessun passo;  poggiare i talloni a terra;  raddrizzare le ginocchia, le anche e il tronco, non sporgersi indietro; oscillare leggermente da lato a lato;  fare qualche piccolo passettino; iniziare a fare i passi in avanti poggiando a terra prima il tallone o provare a marciare sollevando anche le ginocchia;  tenere i piedi separati di circa 20 centimetri e correggere la postura. Musico-terapia La musica è stata utilizzata come forma di terapia in numerose condizioni patologiche e può essere apprezzata perfino dai pazienti più compromessi fisicamente e cognitivamente. La musicoterapia è raccomandabile nella malattia di Parkinson per migliorare le  perfomance sociali, psicologiche, intellettuali e cognitive dei pazienti. Sembra che la musica sia in grado di modificare il rilascio degli ormoni dello stress e di migliorare la funzione cardiaca e il pattern respiratorio. Esistono due tipi di musicoterapia, attiva e passiva. In breve, la musicoterapia attiva si basa sull’improvvisazione di musica da parte del terapista e del paziente, che giocano un ruolo attivo suonando strumenti musicali e cantando. L’uso degli strumenti è strutturato in maniera da coinvolgere tutti gli organi di senso; le componenti ritmica e melodica della musica possono essere usate come stimoli specifici per ottenere risposte motorie e funzionali (danzo-terapia), combinando i movimenti e gli stimoli di diversi pathways sensoriali, uditivo e tattile, con una risposta emotiva. La musicoterapia passiva è condotta sul paziente a riposo. Con lo scopo di ottenere uno stato di rilassamento mentale, il terapista utilizza musica con melodie calme e invita il paziente a visualizzare immagini serene. La musicoterapia svolge un ruolo nel miglioramento della deambulazione, dei movimenti ritmici degli arti, nella gestione del freezing, nello stato emotivo, con aumento della motivazione e risoluzione dello stato di anedonia spesso presente nei pazienti parkinsoniani.

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