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La malattia di Parkinson

La malattia di Parkinson comporta una neurodegenerazione progressiva, più o meno veloce che colpisce il controllo del movimento e l’equilibrio.
E’ la più importante tra le malattie definite “ Disordini del Movimento “ ed è nota con nomi differenti sin dall’antichità , mentre la definizione attuale è dovuta ad uno studioso inglese, James Parkinson, che nell’ottocento descrisse i sintomi della malattia in un libro intitolato “ Trattato sulla paralisi agitante “.
La malattia di Parkinson è diffusa in tutto il mondo è non fa preferenze tra i due sessi anche se prevale leggermente nel sesso maschile e di norma esordisce intorno ai 60 anni, ma circa il 5 % dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21 ed i 40 anni. Prima dei 20 anni è estremamente rara. Sopra i 60 anni colpisce 1-2% della popolazione, mentre la percentuale sale al 3-5% quando l’età è superiore agli 85.

La malattia di Parkinson si manifesta quando la produzione di dopamina nel cervello cala consistentemente. . La durata della fase preclinica (periodo di tempo che intercorre tra l’inizio della degenerazione neuronale e l’esordio dei sintomi motori) non è nota, ma alcuni studi la datano intorno a 5 anni.

I fattori che probabilmente concorrono all’insorgere e quindi allo sviluppo della malattia sono:

Genetici:  Circa il 20% dei pazienti presenta una storia familiare positiva per la malattia. Si stima che i familiari di persone affette da malattia di Parkinson presentino, rispetto alla popolazione generale, un rischio di sviluppare la patologia lievemente superiore.

Fattori tossici: esposizione lavorativa  (tossine), idrocarburi-solventi (p.e. la trielina) e in alcune professioni che espongono i lavoratori a metalli pesanti (ferro, zinco, rame). Statisticamente si è notato invece che l’esposizione al fumo di sigaretta riduce probabilmente la comparsa della malattia di Parkinson. Il fumo sembra essere cioè un fattore protettivo.

I principali sintomi della malattia di Parkinson sono:

Motori: tremore a riposo,  rigidità, bradicinesia (lentezza dei movimenti automatici) e, in una fase più avanzata, instabilità posturale (perdita di equilibrio); questi sintomi si presentano in modo asimmetrico (un lato del corpo è più interessato dell’altro).

Disturbo del cammino: riduzione del movimento pendolare delle braccia (in genere più accentuato da un lato), postura fissa in flessione e un passo più breve. Può presentarsi anche la così detta  “festinazione”,  il paziente tende a strascicare i piedi a terra e ad accelerare il passo, come se inseguisse il proprio baricentro, per evitare la caduta. In questo modo la camminata diventa simile ad una corsa a passo molto breve. Per il paziente con festinazione diviene difficile arrestare il cammino una volta che è arrivato a destinazione.

Postura Curva Il tronco è flesso in avanti, le braccia sono flesse e mantenute vicino al tronco, anche le ginocchia sono flesse. Questo atteggiamento è detto “camptocormia”. A volte si manifesta un atteggiamento posturale detto “sindrome di Pisa”, in cui il tronco pende da un lato.

La voce: La voce può essere più flebile (ipofonica) oppure può presentare una perdita di tonalità e di modulazione, che porta il paziente a parlare in modo piuttosto monotono. A volte compare una palilalia (ripetizione di sillabe) e vi è la tendenza ad accelerare l’emissione dei suoni e a “mangiarsi” le parole. In alcuni casi, si osserva una sorta di balbuzie che può rendere difficile la comprensione

Deglutizione: la disfagia può manifestarsi tardivamente nel decorso della malattia.

Eccessiva presenza di saliva in bocca: La saliva può accumularsi in bocca se il movimento automatico di deglutizione è ridotto.

 

Disturbi vegetativi :

Stipsi

Disfunzioni sessuali

Disturbi urinari

Disturbi della pressione arteriosa

Problemi cutanei e Sudorazione

I disturbi dell’olfatto

disturbi del sonno

I disturbi dell’umore: Depressione

Disturbi d’ansia

Apatia

Disturbi comportamentali ossessivi compulsivi

Disturbi cognitivi

Sintomi psicotici

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